PROGETTO # Sant’Elia 100 anni di pace

Il progetto valorizza il Colle di Sant’Elia attraverso degli interventi manutentivi che hanno da un lato migliorato fruizione e sicurezza per la visita al della Parco della Rimembranza sito sulla quota est, dall’altro segnalato un inedito percorso anulare che snodandosi lungo l’intera dorsale permettere di riscoprire significative emergenze storiche monumentali naturalistiche, finora trascurate.

L’intervento si inserisce nel trend iniziato a partire dai primi anni 2000 che tende progressivamente a potenziare il comprensorio del Sacrario di Redipuglia offrendo al visitatore tutta una serie variegata di opportunità, di interessi, di approfondimenti, senza effettuare significativi spostamenti. In tal senso si ricordano la realizzazione del Museo all’aperto della Dolina dei Bersaglieri, la realizzazione del Museo multimediale ed infopoint nella Regia stazione ferroviaria, la sistemazione del sito del Sass de San Belin.

Il Percorso del Colle Sant’Elia è di semplice percorrenza e adatto a tutti; articolato ad anello, parte dal piazzale del Pacheggio del Sacrario. Prevede la visita al Parco della Rimembranza, raggiunge seguendo la dorsale il monumento al 17° fanteria, passa accanto al sito della chiesetta di Sant’Antonio Abate e scende, attraversando alcuni trinceramenti, lungo il versante di San Pier d’Isonzo. Dal sottostante bivio, dove si possono raggiungere i centri di San Pier d’Isonzo, Fogliano e Redipuglia, il percorso rientra verso la zona Monumentale su strada sterrata, in direzione N-E seguendo nel tratto finale il piede dell’argine del Canale Dottori; suggestivi gli scorci sul paesaggio circostante.

Lunghezza complessiva: metri 3.000.

Dislivello massimo: metri 25.00.
Tempo di percorrenza indicativo: 45 minuti.

Il Colle di Sant’Elia è un promontorio carsico che si protende, con 46 metri d’altitudine, sulla pianura isontina in direzione ovest per un chilometro, definito da due quote. Fu teatro dei primi scontri tra truppe italiane ed austro-ungariche alla vigilia della prima battaglia dell’Isonzo e che al primo sbalzo offensivo di quest’ultima verrà definitivamente conquistato. La sommità orientale, detta anche Montagnola, nel primo dopoguerra diverrà un grande cimitero di guerra italiano.

Il Parco della Rimembranza, piantumato parzialmente a cipressi, ricorda e rimarca il precedente Cimitero degli Invitti della 3° Armata (dal 1923 al 1937), ospitante circa 35.000 salme, articolato in gironi concentrici rivolti alla sommità ove torreggiava il Monumento Faro dedicato alla 3° Armata, con cappella votiva.

La Chiesetta di Sant’Antonio Abate che presumibilmente risale al XVII° secolo ed era dedicata anche al Santo Elia, situata lungo il percorso sulla cima ovest,  venne danneggiata durante la prima guerra mondiale e rimase allo stato di rudere fino al secondo dopoguerra. Sul sito troviamo attualmente sovrapposte delle tracce alquanto differenti, presumibilmente degli anni ’50, dovute forse ai lavori preparatori per la realizzazione dell’Ara Pacis Mundi, inizialmente prevista in questo luogo e poi edificata sul Colle di Medea.

Il Monumento al 17° reggimento fanteria della brigata Acqui è stato realizzato nel primo dopoguerra, ricorda la conquista di questo “ponte avanzato” verso il Carso da parte del succitato reparto durante la seconda fase dello sbalzo offensivo iniziale italiano, avvenuta il 9 giugno 1915 a prezzo di ingenti perdite, dominato dal baluardo difensivo austro-ungarico del ciglione carsico retrostante. Edificato a metà della dorsale è raggiungibile con una breve deviazione segnalata.

Le Trincee rese visibili lungo il pendio occidentale del colle ed attraversate dall’itinerario, sono un piccolo esempio di quello che venne realizzato in situ. Dopo la conquista da parte italiana nel giugno del 1915, l’altura rimase in zona di retrovia; venne così fortificata ed entrò a far parte del sistema difensivo arretrato italiano come caposaldo, articolato con trincee supportate da postazioni e caverne, a sostegno della “Linea Pedecarsica” (sistema trincerato arretrato posto ai piedi del Carso); quest’ultima è ben visibile nei trinceramenti coperti snodantesi alla base del Sacrario.

La pianura ed il Canale Dottori scenario dell’ultima parte del percorso, furono teatro dei primi scontri dove le avanguardie italiane (14^ divisione) vennero in un primo tempo rallentate dall’allagamento ottenuto dallo straripamento del Canale Dottori e poi bloccate dalle mitragliatrici appostate ai fianchi, sulle alture di Santa Maria in Monte a sinistra e del Sant’Elia a destra (9 giugno 1915). L’area divenne punto di partenza per l’assalto al ciglione carsico all’inizio della prima battaglia dell’Isonzo (23 giugno 1915).

 

 

Maggio 2017                                                                         architetto Silvo Stok

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